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Officina della Gastronomia

Piadina Sfogliata Marchigiana

“Ogni scarrafone è bello a mamma soja”… Mi è venuto in mente questo proverbio perchè noi marchigiani diciamo che la Piadina Sfogliata è più buona della Piadina Romagnola, ma sicuramente i romagnoli pensano lo stesso della loro versione!

Ma qual è nata prima?

Si dice che la ricetta originaria sia proprio la Crescia o Piada Sfogliata, nata nelle ricche corti dei Duchi del Montefeltro nel XV e XVI secolo e che invece la versione romagnola sia nata come sua derivazione povera. Infatti mentre la crescia sfogliata veniva fatta con ingredienti più ricchi (uova, pepe, latte, strutto) destinati alla popolazione benestante della città ducale, la piadina romagnola era stata adattata per venire consumata dai ceti popolari (ed infatti la ricetta prevede solo acqua, farina e strutto).

A mio avviso la Piadina Romagnola, comunque buona per carità, rimane più pesante, solida e “arida”. Invece la versione sfogliata, come dice la parola stessa, è più ariosa e sicuramente molto più gustosa… de gustibus!

Provate e vedete voi quale diventerà la vostra preferita!!

INGREDIENTI (per circa 6 piadine)
500gr di farina “0”, setacciata
1 uovo
50gr di strutto + 1 cucchiaino a piadina per sfogliare (v. procedimento sotto) – per una versione “light” potete mettere 25gr di strutto nell’impasto + 1 cucchiaino raso per sfogliare
80gr di latte circa (a temperatura ambiente)
120gr di acqua circa (a temperatura ambiente)
1 cucchiaino di sale
1 macinata di pepe nero

PROCEDIMENTO
(Chiaramente se si usa l’impastatrice è tutto più semplice…io uso il mio Kitchen Aid, ma se non ce l’avete armatevi di un po’ di pazienza che si può fare tutto ugualmente!).
In una ciotola mettete la farina e fate un cratere al centro dove mettere l’uovo, il sale e pepe, lo strutto (volendo lo strutto, si può far sciogliere nei liquidi prima di versarlo nella farina).
Iniziate a mescolare usando una forchetta e unite pian piano l’acqua mescolata con il latte.
Quando l’impasto sarà un po’ meno appiccicoso passatelo sulla spianatoia e iniziate ad impastare con le mani.
Dovrete ottenere un panetto consistente ma liscio.

Dividetelo in parti da circa 130gr l’una e formate delle palline ripiegando i lembi dell’impasto verso l’interno e arrototolando la pallina sotto il palmo della vostra mano.

Coprite con un canovaccio e fatele riposare per circa 1/2 ora.

Passato questo tempo di riposo munitevi di mattarello, schiacciatele e stendetele, una alla volta, cercando di ottenere dei cerchi di circa 2 o 3 mm di spessore.

Prelevate 1 cucchiaino raso di strutto e stendetelo su tutta la superficie della piada poi arrotolate la sfoglia su se stessa per ottenere un rotolino. Dovrete cercare di arrotolare più stretto che potete. Arrotolate su se stesso il rotolino ottenuto per formare una chiocciolina e girate verso il basso l’estremità finale.

Procedete con tutte le altre piade allo stesso modo; appoggiatele su un piatto, coprite con pellicola e mettete in frigo per almeno 1/2 ora.

Mettere la teglia che si usa per le piadine o le crêpes a scaldare sul fuoco. Dovrà essere ben calda!

Riprendete le chioccioline, stendetele nuovamente con il mattarello usando un po’ di farina per non farle appiccicare alla spianatoia per arrivare a circa 3mm di spessore.

Cuocetele per circa 2 min per parte, girandole  1 sola volta quando la parte a contatto con la teglia avrà assunto le caratteristiche bruciacchiature.

Una volta cotte si possono anche congelare tagliate a spicchi: basteranno pochissimi istanti su fuoco caldissimo per gustarle anche dopo varie settimane!

Martina

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